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Cereali delle colline vastesi

La comunità di progetto vuole promuovere la riaffermazione sul territorio delle varietà coltivate prima dell’avvento dell’agricoltura convenzionale in un’ottica di produzione biologica e parallelamente adottare azioni di formazione teorica e sperimentale rivolte anche al superamento del biologico e al miglioramento genetico evolutivo-partecipativo.

Tra le varietà ancora coltivate e quelle che potrebbero essere reintrodotte menzioniamo tra i grani duri la Senatore Cappelli, la Saragolla, la Ruscìa (varietà arrivata ed adattatasi in abruzzo in seguito al confino di personaggi scomodi in epoca fascista dalla Sicilia)* ; mentre tra i teneri :la Marzuolo, la Risciola, la Solina, la Casorella, la Frassinese (conservata, sembra, grazie alla consuetudine presso Roccaspinalveti di preparare dei dolci in occasione dei matrimoni esclusivamente con farina di questa varietà )* oltre al farro dicocco e monococco.

Non si esclude la valorizzazione di cereali minori come ad esempio l’orzo sul quale è stato compiuto già un primo lavoro di selezione sperimentale dalla semina pluriennale di un miscuglio diffuso dal genetista Salvatore Ceccarelli.

*fonte Gabriele Bindi in Grani Antichi, una rivoluzione dal campo alla tavola per la salute, l’ambiente e una nuova agricoltura